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Cos'è il VSME e perché è destinato a diventare un riferimento fondamentale

Il VSME (Voluntary Sustainability Reporting Standard for non-listed SMEs) è lo standard di rendicontazione ESG sviluppato dall’EFRAG su mandato della Commissione Europea, pubblicato nella sua versione definitiva a dicembre 2024.

È concepito appositamente per le PMI non quotate (micro, piccole e medie imprese) che fino ad oggi non disponevano di uno strumento calibrato sulla propria scala per comunicare in modo credibile le proprie performance ambientali, sociali e di governance.

In sintesi: il VSME rappresenta il bilancio di sostenibilità delle PMI. Non sostituisce i grandi framework come gli ESRS (European Sustainability Reporting Standards) o la CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive), ma ne diventa il naturale complemento per le imprese che operano nella catena del valore delle grandi organizzazioni.

A chi si rivolge lo standard VSME: le soglie dimensionali

Il VSME si rivolge alle imprese non quotate che non superano almeno due dei tre criteri dimensionali definiti dalla Direttiva 2013/34/UE.

  • Microimprese: totale attivo fino a €450K, fatturato fino a €900K, meno di 10 dipendenti
  • Piccole imprese: totale attivo fino a €5M, fatturato fino a €10M, meno di 50 dipendenti
  • Medie imprese: totale attivo fino a €25M, fatturato fino a €50M, meno di 25o dipendenti

Perché le PMI dovrebbero adottare lo standard VSME anche senza un obbligo di legge

Le grandi aziende soggette a standard di rendicontazione della sostenibilità – VSME, ESRS, CSRD – devono considerare anche gli impatti generati dai propri fornitori. Questo significa che un’impresa fornitrice che non è in grado di produrre dati ESG strutturati e verificabili rischia concretamente l’esclusione dalla catena di fornitura.

Lo stesso principio si applica al sistema bancario: oggi gli istituti di credito utilizzano i dati ESG per valutare il profilo di rischio delle imprese. L’adozione del VSME standard può tradursi in condizioni di accesso al credito più favorevoli e in una semplificazione della documentazione richiesta per i finanziamenti. L’obiettivo dichiarato dello standard è proprio questo: rispondere alle esigenze di banche e investitori, facilitando l’accesso delle PMI ai capitali.

Com'è strutturato lo standard VSME e da dove iniziare

Uno degli aspetti più rilevanti del VSME è la sua logica modulare, progettata per non gravare le imprese con obblighi sproporzionati rispetto alle risorse disponibili.

Lo standard si articola in due livelli:

Modulo Base (B1-B11)

Costituisce il punto di partenza obbligatorio e copre 11 punti essenziali distribuiti nelle tre aree ESG (Environmental, Social, Governance). Sul fronte ambientale, il paragrafo B3 richiede la rendicontazione dei consumi energetici e delle emissioni GHG (Scope 1 e Scope 2). Sul fronte sociale, si monitorano sicurezza sul lavoro, caratteristiche della forza lavoro e gender pay gap. Sul fronte della governance, si rendiconta la trasparenza in materia di corruzione. La semplificazione principale rispetto agli ESRS completi è l’assenza della doppia materialità obbligatoria: è possibile avviare il processo senza analisi preliminari di particolare complessità.

Modulo Completo (C1-C9)

Destinato alle imprese che si rivolgono a stakeholder più esigenti (grandi clienti, investitori, istituti di credito) aggiunge approfondimenti su rischi climatici, diritti umani nella catena del valore, obiettivi di riduzione GHG e diversità negli organi di governo.

Il Modulo Base è un prerequisito per accedere al Completo: si costruisce prima la baseline, poi si approfondisce progressivamente.

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VSME e Pacchetto Omnibus: cosa cambia nel quadro normativo

Il quadro normativo europeo è in rapida evoluzione e in questo contesto il VSME emerge come punto di riferimento stabile per le PMI. Il Pacchetto Omnibus (febbraio 2025) ha innalzato la soglia della CSRD a 1000 dipendenti, mentre lo “Stop the Clock” ha prorogato di due anni gli obblighi per alcune categoria di imprese.

Tuttavia, la CSDDD (Corporate Sustainability Due Diligence Directive) imporrà comunque alle grandi aziende, a partire da luglio 2028, di richiedere dati ESG ai propri fornitori. Per tutte le imprese che escono dal perimetro CSRD, la Commissione Europea indica esplicitamente il VSME come standard volontario di riferimento: non un ripiego, ma lo strumento ufficialmente raccomandato per mantenere la propria competitività nelle catene di fornitura.

Come adottare lo standard VSME senza disperdere risorse: da dove cominciare?

Per le PMI che si avvicinano al VSME per la prima volta, l’approccio più efficace è quello progressivo. È opportuno, in primo luogo, chiarire le ragioni strategiche che motivano l’adozione dello standard (una richiesta da parte di un istituto di credito, di un cliente strategico o di un investitore) poiché questa chiarezza orienta le priorità operative.

Si procede quindi con il Modulo Base, raccogliendo i dati essenziali per costruire una baseline affidabile. Non è necessario affrontare l’intero processo in una sola fase: l’importante è avviare la raccolta, documentare con rigore e migliorare progressivamente anno dopo anno.

Software per VSME: il modulo ImpACT dedicato alla redazione del VSME e del questionario MEF

A supporto di questo percorso, il ricorso a strumenti digitali dedicati contribuisce a ridurre gli errori e a velocizzare il calcolo dei KPI più tecnici. In questo senso, ImpACTla piattaforma SaaS cloud sviluppata da Ecoloop – rappresenta una risposta concreta alle esigenze operative delle PMI che intendono strutturare la rendicontazione delle proprie performance ambientali in modo efficiente e scalabile.

ImpACT include un modulo dedicato al VSME che consente di raccogliere e organizzare le informazioni richieste dallo standard, strutturare i KPI ambientali, sociali e di governance e integrare dati provenienti da altri moduli della suite, come LCA, Carbon Footprint e Ecodesign, eliminando doppie inserzioni e potenziali errori. Il risultato è una reportistica pronta a rispondere alle richieste di clienti, banche e filiere, in piena conformità con il quadro normativo europeo.

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